Fiera Cavalli Verona 2011

Per il terzo anno consecutivo Verona incorona il Lazio CAMPIONE della COPPA delle REGIONI

 

 

Si dica di lei quel che si vuole,nella libertà di poterne giudicare liberamente pregi e difetti, e soprattutto quanto in realtà sia all’altezza delle  aspettative riposte, ma senza mai perdere di vista che rappresenta  un evento centenario e  un appuntamento di pregio per la nostra nazione: un’imprescindibile riconoscimento  confermato  dal crescente numero di visitatori accorsi ogni anno da tutta  Europa.

Viverla  significa lasciarsi penetrare totalmente da un clima davvero speciale: gare, esibizioni, spettacoli, dimostrazioni di ogni genere che promuovono le più svariate discipline e tradizioni equestri.

Messa da parte ogni intenzione di riservare le proprie energie, ogni minuto è ottimizzato per  correre da un padiglione all’altro della fiera. Tutto è veloce e fuori dal tempo, tanto che al ritorno, nell’istante stesso in cui si varca per l’ultima volta il cancello dell’uscita, ci si sente catapultati in un silenzio quasi surreale,come se la normalità fosse invece quella girandola di emozioni forti che ci pervadeva solo fino a pochi istanti prima.

E, a proposito di forti emozioni, capita a volte di viverne alcune tanto intense da non poterle raccontare. Tanto belle da sembrare un sogno pur essendo reali. E tanto fresche da non rendersi conto che siano accadute veramente, lasciandoci  in attesa che il tempo pian piano ne renda più limpido il ricordo.

Noi qui proveremo a descriverle, perché quanto accaduto domenica 6 Novembre nel Padiglione 11 della Monta Western resterà sicuramente impresso  nella storia del Team Penning Italiano: tenaci, determinati e per nulla scoraggiati dal calcolo delle probabilità i 12 straordinari penners del  Lazio per la terza volta consecutiva  sono riusciti a conquistare il più ambito dei trofei disputati a Verona, la Coppa delle Regioni.

Questi, in ordine alfabetico, i binomi che hanno compiuto l’impresa:

Amedeo Rea su Tanis Dualin Jusy, Andrea Fioravanti su Dc Boon N Olena, Andrea Passa su Mifi Docs Hickory, Franco Staffoli su Poked Plain Rey , Giovanni Trulli su Picasso,  Luca Paganini su Ravishing Time, Mario Natale su Pm Four Socks, Paolo Rasile su Am Dualin Jusy, Roberto di Cola su Quick Kid Roan, Roberto Liberati su Star Jac Olena, Roberto Tofani su Topaz Commander,  Umberto Feliciotti su Oh Yeah Bang .

Per capire cosa significa vincere un titolo del genere bisogna vivere il clima che si respira sugli spalti gli istanti prima che inizi la gara: non si tratta di una competizione qualunque che pone in semplice antagonismo i Team. E’ qualcosa di più. E’ una gara che tira fuori dal petto un forte senso di appartenenza alla propria Regione e sentimenti di fusione con i propri compagni.

Il miracolo del lavoro di gruppo è questo: tante teste,tanti pensieri, tanti punti di vista differenti,ma un unico scopo comune che azzera ogni attrito e canalizza ogni energia verso la meta. Si è mille per lottare e rivendicare ognuno la propria idea. Si è uno per raggiungere un sogno.

Che quella sera stesse per accadere qualcosa di speciale è apparso subito evidente dal primo go dei nostri ragazzi.

Che sorpresa, che brivido quegli sguardi: quel guizzo nei loro occhi non sembrava affatto dire un cauto “ci riproveremo”.. Bramava la vittoria, celava un incontenibile desiderio di arrivare a quel traguardo ancora una volta. Che emozione scoprirli così carichi di grinta, per qualcuno, forse, inaspettata dato che  ogni pronostico dava quasi per impossibile la TERZA VITTORIA CONSECUTIVA.

E via, uno dopo l’altro in campo per l’ultima staffetta, la più densa di pathos di quest’annata, la più vibrante.

E tra un go e l’altro una fuga veloce sugli spalti dal proprio tifo,  quasi per  essere ricaricati  di calore, di energia, di fiducia, per poi riscendere di nuovo a bordo campo e  trasmettere  dentro un urlo tutta la vicinanza ai propri compagni in arena.

E intanto i secondi passano, inizia il conto alla rovescia, ancora  un’occhiata alle classifiche, ma la clessidra è inesorabile  e la vittoria  giunge quando ancora alcuni penner corrono dietro ai vitelli:  il boato della nostra tribuna riempie l’arena e Verona è di nuovo tinta di blu,  il blu della TPL. La sua  stella  ha  brillato ancora una volta e ha lasciato la firma in questa impresa  record.

 “Un grazie davvero speciale a tutti i penner che non hanno deluso le aspettative riposte,  a tutti i capi gruppo che hanno sempre lavorato con tanto impegno, e a tutte le persone che hanno condiviso insieme a noi questa esperienza sostenendoci fino alla fine. Un titolo che va a coronare gli sforzi organizzativi e gestionali di quest’annata così intensa e difficile ma conclusasi nel migliore dei modi colmando tutti noi di grande soddisfazione”

Queste le parole a caldo di Andrea Fioravanti, coordinatore del gruppo e Presidente dell’Associazione Team Penning Lazio , reduce da un 2011 davvero impegnativo  per le difficoltà incontrate nel rapporto con due Federazioni equestri  dalle quali ha tentato in tutti i modi di ottenere il meglio possibile per i  propri cavalieri – non senza un carico mentale in alcuni momenti davvero pressante.

Tanta gratificazione dunque a compensare tutti i sacrifici, a maggior ragione considerando il fatto che si è trattato di una duplice vittoria: la prima in arena contro i vitelli e il tempo, la seconda contro un sottile velo di pregiudizi e imparzialità già “incassati” dai nostri ragazzi nelle precedenti giornate. Ricordiamo il No Time assegnato nel Contest a Roberto Tofani il quale, pur non essendo oggettivamente responsabile di alcun errore, ha dovuto subire la scelta del giudice rinunciando ad una sicura qualificazione del suo Team per la finale. Naturalmente mantenendo l’educazione e il fair play degni di un cavaliere a modo.

 Anche nella categoria Youth della COPPA DELLE REGIONI   i nostri ragazzi  – Marco Folco su Am Dualin Jusy, Gioele Capuano su General Topsy Cody e Samuele Capuano su Tanis Dualin Jusy –  hanno dimostrato il loro valore classificandosi Reserve Champion.  Nonostante l’ età ancora acerba i gemelli Capuano, appena quattordicenni, hanno saputo ricoprire sapientemente i loro rispettivi ruoli dando prova di possedere qualità tecniche e un’ottima capacità di organizzare il lavoro in campo. Questo non stupisce di certo considerando  il “regista” fuori classe che li ha seguiti fino a Verona:  uno straordinario Amedeo Rea, non solo penner d’eccezione a livello nazionale  ma anche  grande preparatore.  Ha raccolto consensi anche l’esibizione di Marco Folco che, compiuti diciotto appena il 7 ottobre, si appresta a togliere il cap per gareggiare ormai in categoria senior.

Un vivaio ben promettente quello del Lazio che ha già avuto modo di sfornare talenti come ad esempio Elvira Riccioni, immancabile nel parterre veronese e quest’anno presente con la scuderia Black Horse di Vizzaccaro.

E a proposito di Black Horse nel CONTEST il Team composto da Umberto Feliciotti e Riccardo Riccioni –  ancora una volta coordinati da Amedeo Rea –  hanno portato  a casa un bellissimo risultato conquistando la seconda posizione su oltre 90 team partecipanti.

Ottimi i piazzamenti anche per i ragazzi della scuderia MAGIC VALLEY RANCH guidata da Remo Minnucci: Gianpaolo Duranti, Tiziana Olivieri, Gianluca Antinozzi, Armando Toparini, Sergio Liberti, Emauele Minnucci, Manuel Calore,Marco di Claudio e ,nell’occasione, Marco Serafini.

Non solo finalisti  NEL CONTEST ma anche autori di un meritatissimo terzo posto nella nuova competizione sperimentale a scuderie proposta dalla Fiera di Verona, la “CHAMPION TEAM”. Purtroppo però i loro sforzi non sono stati gratificati in sede di premiazione in quanto l’Ente fiera da regolamento prevedeva un riconoscimento solo per il primo e il secondo qualificato. Un fattore questo davvero deludente in quanto tanto impegno avrebbe meritato di essere premiato quantomeno da una coccarda.

In arena premiati anche i Team che si sono aggiudicati la vittoria nel CAMPIONATO ITALIANO CENTRO SUD: secondo podio per il Team ASTP 200 gradi 4 con Andrea Fioravanti, Mario Natale e Roberto di Cola e terzo posto per il team ASTP 200 gradi 8 con Luca Paganini, Franco Staffoli e ancora Mario Natale.

Una doverosa nota di  riguardo per il gruppo del FONTEVIVOLA RANCH che ha partecipato a questa fiera presentando Team in evidente crescita tecnica e mostrando un fortissimo affiatamento, segno dell’ottimo lavoro di gruppo portato avanti negli ultimi intensi mesi di allenamento. I ragazzi condotti da Giovanni Bruschi  -Mario Giulianelli, Marco Maccarrone, Marco Capretta e Giuseppe Fenudi – hanno costruito un bel gioco in ogni go riuscendo a ottenere tempi di tutto rispetto e a mettere in difficoltà squadre già affermate. Sostenuti da un tifo caldo e vivace hanno riscosso il favore del pubblico presente e degli altri componenti del gruppo Lazio per il loro modo sempre educato e corretto con cui si propongono sia dentro che fuori del campo.

Infine un pensiero a Marco Sterbini, che dopo due anni di assenza da Verona desiderava intensamente rientrare ma, bloccato da imprevisti inderogabili, sta già preparando un grande rientro  per il 2013. 

Dunque cala il sipario anche su questa 113° edizione  della fiera .

E già manca quell’atmosfera,  il rumore dei propri passi accompagnato sempre e ovunque da quello degli zoccoli, il fumo che sale dalle bracerie all’aperto, la pioggerella fine e il cielo coperto di quelle quattro lunghe giornate, l’adrenalina delle corse all’ultimo minuto tra albergo e campo gara..

Uno sguardo veloce ai numerosi scatti rapiti qua e la per i padiglioni ci ricorderà di questi momenti e di quanto sia stato bello  condividerli, oltre che con le persone che ci hanno accompagnato, anche e soprattutto con i nostri cavalli:  indimenticabili nel primo giorno di questa avventura quando scesi uno a uno dai trailer con i loro grandi occhi sgranati sembravano così smarriti e ignari del trambusto che li attendeva .

Così fieri nel loro debutto in quell’arena, mentre per la prima volta vi entravano quasi a sfiorare il campo col loro passo felpato e il loro incedere lento  come per  assaporare il terreno.

Ancora non immaginavano quanto gli avremmo chiesto, né noi quanto ci avrebbero dato.

Le nostri grandi imprese non sarebbero tali senza la loro pazienza, il loro altruismo, il cuore: e a noi non resta che ringraziarli per questo.

Carla Conversi

Si ringraziano Valentina Cardone,Marco Folco ed Elvira Riccioni per le foto concesse.